RICERCA E SVILUPPO 2015-2020, COME PIANIFICARE GLI INVESTIMENTI

Agevolazioni fiscali
martedì, 08 Agosto 2017 677 Views 0 Comments
RICERCA E SVILUPPO 2015-2020, COME PIANIFICARE GLI INVESTIMENTI

Il tema del credito d’imposta riservato alle attività di Ricerca e Sviluppo delle aziende per il quinquennio 2015-202 è stato già lungamente dibattuto e trattato. Basta una rapida ricerca su Google con la parola chiave giusta per trovare un fantastilione di articoli che parlano di come funziona questo strumento finanziario che agevola le aziende che fanno dell’innovazione un processo strategico aziendale.

Ciononostante, la maggior parte della letteratura sull’argomento si preoccupa principalmente di descrivere sommariamente la normativa o elencare i tecnicismi e le formalità necessarie per godere del beneficio.

Resta onere dell’imprenditore, invece, tradurre la normativa in una serie di interventi ed istruzioni da trasferire in azienda.

Insomma, a tutti è chiaro che esiste un vantaggio fiscale notevole derivato dalle attività di ricerca e sviluppo, ma pochi sono coloro che poi riescono ad avvantaggiarsene in modo concreto.

La domanda da venti milioni di euro (nel caso specifico la cifra va presa in senso letterale) diventa: come faccio a sfruttare questa importante leva finanziaria ? Attenzione, non stiamo parlando di “quali rendiconti e report vanno compilati”, per questo esistono società specializzate che non vedono l’ora di affiancare l’azienda nell’attività di contabilizzazione del credito.

Stiamo parlando di quale approccio strategico deve adottare l’imprenditore per trarre il massimo vantaggio da uno strumento che opera su un ambito di cui in Italia si parla tanto ma si fa poco: l’innovazione e la Ricerca e Sviluppo.

Innanzi tutto è necessario sfatare un mito: la ricerca non è solo quella che si fa col camice bianco e le provette del Piccolo Chimico in mano e neppure riguarda esclusivamente l’invenzione dell’automobile che si guida da sola.

Sotto il cappello di “Ricerca e Sviluppo” ricadono tutte quelle attività volte ad introdurre una innovazione in un prodotto o servizio o anche in un processo produttivo.

Ecco che allora:

  • L’acquisizione di un nuovo software gestionale non può essere R&D, ma l’introduzione di un nuovo processo di gestione della commessa che abbia impatti anche sul gestionale lo è.
  • La modifica di un attributo di un prodotto non ricade nell’ambito della R&D, mentre lo studio del prototipo di una nuova versione di un prodotto con caratteristiche diverse dal precedente lo diventa di diritto
  • La manutenzione ordinaria di un impianto produttivo esula dai benefici dello sgravio fiscale in questione ma la progettazione di un nuovo processo di produzione rientra a tutti gli effetti.

Gli esempi dovrebbero essere chiari.

Molto spesso le aziende fanno qualcosa di molto vicino alla Ricerca e Sviluppo ma non lo esplicitano in modo corretto, e, altrettanto spesso, basterebbe fare qualche passetto in più, osare un po’ di più nei processi di miglioramento aziendale per beneficiare del famoso sgravio fiscale.

Significa investire un po’ di più per finire col recuperare l’investimento molto più velocemente, in parte già nel successivo esercizio fiscale.

Un’ altra elemento sul quale deve porre l’attenzione l’imprenditore riguarda le cosiddette commesse esterne: spesso accade che i progetti di innovazione siano affidati a fornitori specializzati in grado di supportare l’azienda con competenze specifiche. E’ il caso, per esempio, delle commesse di ricerca e sviluppo affidate ad enti esterni come Università o Centri di Ricerca oppure, situazione molto più comune, dello sviluppo di software e/o di app volte all’introduzione di nuovi prodotti o servizi o alla attivazione di nuove modalità di contatto con il cliente e/o l’utente finale.

L’errore da evitare, in queste situazioni, è quello di considerare come attività di ricerca e sviluppo i soli costi esterni derivati dalla commessa e non prendere in considerazioni i costi esterni del personale assegnato alla gestione del progetto e/o al supporto del fornitore che portano comunque un contributo al progetto. Facendo bene i conti, se in azienda collaborano alla commessa figure strategiche che definiscono i confini e gli obiettivi del progetto, il costo complessivo può diventare anche doppio rispetto al solo costo esterno il che porta a un potenziale sgravio fiscale molto più interessante.

Infine, un ultimo suggerimento: spesso si finisce per prendere in considerazione questi strumenti e le azioni da intraprendere per poterne trarre vantaggio solo a ridosso del periodo di chiusura dei bilanci, riducendosi a dover ricostruire l’attività di un anno andando a ritroso e rischiando di perdere informazioni e costi solo perché la gestione delle commesse di R&D in azienda non è particolarmente efficiente e strutturata.

Invece, l’innovazione di prodotti, servizi e processi in azienda e la relativa gestione dei progetti di R&D dovrebbero essere un processo continuo volto prima al miglioramento della competitività aziendale e, solo in seconda battuta, una leva finanziaria sfruttabile da qui al 2020.

Marco Regazzo

Appassionato di tecnologia da sempre, un po' Geek, molto più Nerd, ho finito per studiare Ingegneria Informatica per dovere morale. Oggi mi occupo di unire la passione per la tecnologia all'interesse per marketing e comunicazione, per realizzare prodotti innovativi che risolvano problemi reali ai miei clienti.

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