TUTTI PAZZI PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Ambiente
mercoledì, 25 Ottobre 2017 895 Views 0 Comments
TUTTI PAZZI PER LA MOBILITÀ  SOSTENIBILE

Sempre meno auto inquinanti, sempre più elettriche e ora proiettate verso la nuova frontiera del GNL (Gas Naturale Liquefatto).

Ma anche il proliferare dello sharing, che, grazie a servizi e applicazioni, permette di condividere auto, scooter e bici, riducendo tempi-costi per spostarsi nelle sempre più caotiche città.

Mai il settore della mobilità è stato così in fermento come in questi ultimi anni, con investimenti in ricerca e sviluppo sempre più consistenti, start-up che proliferano e una sensibilità ambientale che ormai sta dettando le agende dei governi di tutto il mondo.

L’ascesa delle auto elettriche

La penetrazione nei mercati delle auto alimentate in maniera alternativa sta crescendo rapidamente, anche se su volumi ancora minimi, dunque con spazi di crescita che tutti gli analisti danno in vertiginosa ascesa.

In Europa nel biennio 2016-2017 le nuove auto crescono al ritmo del 36% annuo, ma sono solo il 4,6 del totale venduto. E’ l’elettrica che sta finalmente affermandosi sul mercato, mentre Gpl e metano calano del 19%. In Italia le ibride stanno crescendo al ritmo del 50% annuo, trainate anche dalla nuova tecnologia “range extender” che permette di avere un’autonomia superiore ai 200 km.

Sul fronte dei trasporti commerciali e marittimi, il GNL può generare un’altissima resa qualità-prezzo. In Italia sono ancora poche le reti di approvvigionamento, solo 10, con rifornimento da Francia,  Spagna e Olanda (i maggiori produttori), anche se dal 2015 è attivo un nuovo punto all’interporto di Padova che effettua circa 90 rifornimenti al giorno.

Eco-mobilità nelle città

Ma l’eco-mobilità sta rivoluzionando produzione, consumi e stili di vita, soprattutto nelle grandi città, dove si passano mediamente 70 minuti al giorno su auto, metro e bus, con costi altissimi per cittadini e aziende.

Ci sono segnali incontrovertibili di come le nuove soluzioni di mobilità siano in primo piano. Ad esempio nel settore biciclette si assiste a un vero e proprio boom delle bici a pedalata assistita. Secondo l’Ancma (Associazione nazionale di settore), queste sono aumentate del 121% rispetto al 2015, raggiungendo quota 125mila, mentre le tradizionali biciclette sono 1,5 milioni in calo del 2,6%. Va detto che in Italia la spinta attribuibile alla pedalata dal motore può raggiungere i 25 km/h mentre in altri Paesi UE è previsto possa arrivare anche fino a 45 km/h, diventando di fatto un’alternativa agli scooter 50 Cc.

Progettare una mobilità sostenibile nelle aree urbane è diventata una priorità. I nuovi piani  devono accompagnare e possibilmente anticipare le tendenze di mercato riguardo all’utilizzo di veicoli elettrici e non inquinanti, bici a pedalata assistita, modelli di car/byke sharing, in modo da generare effetti virtuosi sulla riduzione degli inquinanti e sull’acustica, ma anche e soprattutto sull’ottimizzazione di tempi/costi di percorrenza.

Il modello “sharing”: più risparmio, meno inquinamento

Un importante acceleratore di questi processi è il modello sharing, già ampiamente diffuso in Germania e in diversi Paesi del Nord Europa, ma che ora si sta seppur più lentamente affermando anche in Italia.

Applicazioni come BlaBlaCar, Car2Go, Carsh, Enjoy, Andale, Urbi, fino alla più recente Smash (start-up italiana ancora in fase Beta che ha già ricevuto 1,2 mln di finanziamento dall’UE e verrà avviata nella primavera 2018), puntano a creare comunità di utenti, partendo dalle aree metropolitane più congestionate (ma non solo), permettendo di “mettere in comune” la propria auto o scooter per viaggiare a costi ridotti, risparmiando tempo e fatica: basta registrarsi, geolocalizzarsi e trovare il veicolo più vicino che farà un percorso simile al nostro.

Per capire il potenziale di queste applicazioni, basti dire che la società dei pedaggi digitali Telepass, controllata da Atlantia che gestisce Autostrade per l’Italia, ha comprato dal Gruppo Lastminute.com e dai fondatori il 70% dell’applicazione Urbi, che aggrega i vari servizi di car e bike sharing presenti nelle città. Operazione da circa 3 milioni: l’obiettivo è integrarla con Telepass Pay e entrare nel mercato degli spostamenti in città, comprendendo anche parcheggi e acquisto di biglietti di bus e metro. Stiamo parlando di un’applicazione attiva per ora nel solo hinterland di Roma e che promette di espandersi presto in altre città metropolitane.

Welfare e mobilità

Insomma, il settore è in evidente ebollizione: politiche industriali con i relativi incentivi e bonus sempre più frequenti, nuove tecnologie sviluppate da massicci investimenti in ricerca e sviluppo, sempre più penetrante sensibilità ambientale sostenuta anche ormai da molti enti locali, politiche urbanistiche e della viabilità centrate sulla riduzione dei consumi e dei tempi di percorrenza, nuove applicazione sharing. Ce n’è abbastanza per centrare l’attenzione su questa area così importante del nostro vivere civile e che impatta pesantemente su costi e organizzazione delle imprese.

Puntare su veicoli “ecologici” per il trasporto, riqualificare il parco auto aziendale, permettere nuovi modelli per il tragitto casa-lavoro, utilizzare lo sharing, può essere un investimento qualificante per l’impresa, capace di generare ritorni tangibili non solo riducendo costi ed emissioni inquinanti, ma anche qualificando nuovi servizi di welfare aziendali in grado di soddisfare bisogni sempre più diffusi dei propri dipendenti e collaboratori, ponendosi ad esempio all’avanguardia nelle attività di Responsabilità Sociale d’Impresa, con evidenti benefici di immagine e reputazione.

 

 

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