Agevolazioni fiscali

INNOVAZIONE E TASSAZIONE AGEVOLATA: COS’È IL PATENT BOX?

giovedì, 27 Aprile 2017 628 Views 0 Comments

Quello a cui ci troviamo davanti ora, nel XXIesimo secolo, è l’ingresso in quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale.

Superata la prima caratterizzata dall’uso condiviso della forza vapore e dell’energia idroelettrica, con il successivo sviluppo di macchine e strumenti adatte al nuovo tipo di alimentazione;
la seconda, ovvero la rivoluzione scandita dallo scintillio dell’elettricità e della produzione di massa che ne deriva;
e la terza, sinonimo automazione, in particolare dell’elettronica e dell’informatica, si approda a quest’ultima, composta da chip e fibre ottiche: la rivoluzione digitale.

È la “nostra”, quella che stiamo vivendo, e che ancora non troviamo scritta all’interno dei libri di scuola.

In questo contesto s’inserisce il Piano Nazionale Industria 4.0, emanato nel 2016 dal MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, sviluppato per stimolare l’adozione delle tecnologie in contesti privati, nelle infrastrutture, nei progetti di ricerca e la diffusione della cultura.

Progetti e nuove possibilità, che pian piano stanno prendendo piede all’interno dello scenario che coinvolge PMI, Piccole Medie Imprese, e StartUp, a supporto di tutto quello che viene definito innovativo e d’innovazione.

Il 5 aprile, durante un evento di approfondimento sull’applicazione del Piano Nazionale Industria 4.0 tenuto dall’internazionale Studio Associato di Servizi Professionali Integrati Fieldfisher, si è osservato più da vicino i punti salienti che riguardano il contesto applicativo descritto dal decreto. Punti che ora andremo a descrivere, e che sono da tenere bene a mente per chiunque si occupi dei sopra elencati contesti innovativi.

In particolare, insieme all’Avv. Diego Rigatti e al Dott. Matteo Ceccato, Commericalista e Revisore Contabile, è stata affrontata la tematica del fisco collegata all’innovazione, partendo dal significato di Startup innovativa e di Piccola Media Impresa innovativa, elencando tutte quelle che vengono definite misure agevolative collegate al Piano Industria 4.0.

Fonte: MISE: Febbraio 2017

La specifica su cui vorremmo focalizzarci riguarda il decreto PATENT BOX, un regime di tassazione agevolata su base opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo di alcuni beni immateriali: dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Cosa significa?

Consiste nell’esclusione dalla base imponibile – ai fini delle imposte sui redditi dell’IRAP – di una quota fino al 50% del reddito derivante dall’utilizzo, diretto o indiretto, dei beni agevolabili quali:

  • Software protetto da copyright
  • Brevetti Industriali
  • Marchi d’impresa registrati
  • Disegni e modelli giuridicamente tutelabili
  • Know How

Il Patent Box è esercitabile da tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa residenti nel territorio dello Stato e da quelli residenti in paesi con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e lo scambio di informazioni, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, alla quale devono essere attribuiti i beni immateriali agevolabili.

Qual è il motivo per cui nasce questo nuovo regime fiscale agevolato?

Gli obiettivi del Patent Box sono senz’altro:

  • incentivare il “rimpatrio” di beni immateriali detenuti all’estero da imprese italiane o estere;
  • supportare il mantenimento in Italia dei beni immateriali;
  • contrastare l’allocazione di beni immateriali all’estero;
  • favorire il livello di investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo o, più in generale, di investimenti in beni necessari indispensabili per la crescita produttiva.

Tutto questo vuole puntare a rendere il mercato italiano più attraente per gli investimenti da parte delle aziende locali ed estere in ottica di medio/lungo periodo.

Le fasi operative

Una prima presentazione consiste nel deposito di un’istanza semplificata, per poi passare ad una possibile integrazione, entro 120 giorni dalla presentazione.

Lo step successivo riguarda il ruling con l’Agenzia delle Entrate per l’analisi del rapporto tra fisco e contribuente, applicato in un’ottica di assoluta trasparenza, per sfociare poi nella sottoscrizione dell’accordo vero e proprio, e dell’effettiva fruizione del beneficio.

Vuoi leggere il Decreto Ministeriale? Clicca qui.

Alice Palmieri

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