Ambiente

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DEL VENETO

mercoledì, 03 Maggio 2017 552 Views 0 Comments

“Collaborare con l’Università fa bene all’innovazione” ha affermato Roberto Grandinetti, professore del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, esponendo i risultati preliminari di una ricerca attualmente in corso – coordinata da Silvia Rita Sedita – sull’innovazione in Veneto, che ha misurato la performance di più di 200 imprese del territorio e che ne ha esplorato il complesso insieme di interazioni con il contesto universitario. Quanto si evince da questa ricerca è che la collaborazione con l’università conta davvero! Ed è proprio per incoraggiare e facilitare questo binomio che la Regione ha pensato un Nuovo Piano Industriale per il Veneto, presentato ufficialmente il 31 Marzo 2017 a Palazzo Bo, Padova. Proprio con questo nuovo piano industriale, si vuole celebrare l’unione d’intenti tra impresa, università e regione.

In un momento storico in cui gli effetti della crisi stanno mettendo un freno alla capacità innovativa delle imprese – non tanto nella qualità, quanto nella quantità -, costringendo gli imprenditori a sacrificare la ricerca e sviluppo a favore della sussistenza, il finanziamento della regione diventa di fondamentale importanza. È stato osservato che le imprese che hanno beneficiato di agevolazioni regionali per l’innovazione mostrano indubbiamente performance innovative superiori, ma che, nonostante ciò, il modello veneto di politica industriale finora promosso non è più sostenibile se messo a confronto con i paesi emergenti e i tassi di produzione.

Si è scelto quindi di impostare una nuova traiettoria, sempre sostenendo l’efficienza produttiva ma questa volta puntando sulla caratterizzazione del prodotto e esaltando la struttura imprenditoriale del veneto (fatta al 90% da piccole medie imprese), facendo percepire il prodotto come unico e con caratteri legati indissolubilmente al territorio di provenienza – l’esempio più tipico sono i prodotti agri-food. Ma come si fa a caratterizzare il prodotto? Lo si fa attraverso la ricerca, che permette di inventare un nuovo prodotto oppure caratterizzare il prodotto in maniera innovativa, differenziandolo, quindi, dagli altri competitor.

Il percorso per arrivare ad una condivisione di vision tra università, impresa e regione è stato complesso. È iniziato con una fase di monitoraggio sulla situazione dei distretti del Veneto, riconosciuti dalle leggi regionali in materia di Distretti Produttivi L.R. n. 8 del 4 Aprile 2003 e L.R. n. 5 del 16 Marzo, che ha portato la Giunta Regionale a definire una nuova normativa per individuare nuove modalità aggregative e puntare su progetti di sistema. La legge regionale n. 13 del 30 Maggio 2014 riconosce tre categorie: il distretto industriale, la rete innovativa regionale e l’aggregazione d’impresa. I Distretto Industriali hanno una forte valorizzazione della tradizione, della qualità e della territorialità – elementi tipici del saper fare impresa in Veneto – e sono individuato direttamente dalla Giunta Regionale come le Aggregazioni d’Impresa; le Reti Innovative Regionali, invece, sono aggregazioni di imprese e soggetti pubblici e privati presenti in ambito regionale – ma non necessariamente territorialmente contigue – e operano in ambiti innovativi multisettoriali e sono individuate sulla base della rilevanza strategica delle proposte progettuali dalla rete stessa. Con DGR n. 583 del 21 aprile 2015 la Giunta Regionale ha definito le modalità di riconoscimento delle Reti Innovative Regionali definendone i parametri per la valutazione delle candidature.

Così, siamo arrivati alla presentazione del Nuovo Piano Industriale per il Veneto, dove le 13 Reti Innovative Regionali che si sono sviluppate attorno alle tematiche di specializzazione regionale hanno esposto le loro idee progettuali:

 

Smart Manufacturing
ICT FOR SMART MANIFACTURINH PROCESSES VENETO NETWORK; SICUREZZA E PROTEZIONE NEL LAVORO E NELLO SPORT; SMART&INNOVATIVE FOUNDRY NETWORK; VENETO CLIMA E ENERGIA

Smart agrifood
FORESTAOROVENETO; INNOVATION FOR SUSTAINABILITY IN AGRI-FOOD PRODUCTION; RETE INNOVATIVA ALIMENTARE VENETO-RIAV; RIBES PER L’ECOSISTEMA SALUTE E L’ALIMENTAZIONE SMART

Sustainable living
ICT FOR SMART AND SUSTAINABLE LIVING; VENETIAN SMART LIGHTING; VENETO GREEN CLUSTER

Creative Industries
EUTEKNOS; VENETIAN INNOVATION CLUSTER FOR CULTURAL AND ENVIRONMENTAL HERITAGE

Questa evoluzione della strategia regionale ha portato a ridurre gli interventi diretti sull’impresa, passando da investimenti materiali – come ad esempio l’acquisto di macchinari – e puntando all’aumento della quantità a favore di un aumento di produttività e di guadagno, al sostegno di traiettorie di sviluppo e alla creazione di connessioni con altri strumenti finanziari, spingendo su fondi di garanzia che hanno effetti moltiplicativi sui fondi che la Regione stanzia.

Manca un solo step a questo processo: la definitiva approvazione dell’Unione Europea che permetterà di finanziare i primi progetti di ricerca sulle smart specialisation, che lavoreranno in sinergia anche con i cluster tecnologici nazionali, promossi dal Piano Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

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