WELFARE AZIENDALE: COME MIGLIORARE LA PERFORMANCE RISPARMIANDO

Agevolazioni fiscali
martedì, 31 ottobre 2017 179 Views 0 Comments
WELFARE AZIENDALE: COME MIGLIORARE LA PERFORMANCE RISPARMIANDO

Welfare aziendale, quando il benessere fa crescere la performance.

 
Il welfare aziendale consiste in un insieme di servizi ed iniziative promosse dal datore di lavoro e offerte direttamente al dipendente, con la finalità di migliorare la qualità della sua vita e il suo benessere, rispondendo in maniera puntuale ai bisogni e alle esigenze che possono emergere, sempre più estese anche a causa dei continui tagli al Welfare pubblico che hanno reso più difficile o costoso accedere a servizi e prestazioni di sanità, previdenza, scuola e formazione.
 
I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità, in coerenza con la mission e l’organizzazione aziendale. Si progetta un “pacchetto Welfare”, si valutano i principali indicatori da misurare (prima e dopo l’introduzione) solitamente tramite questionari anonimi e/o focus group, poi si scelgono fornitori e servizi.

 
Nell’ultimo biennio c’è stato anche in Italia un boom di queste prestazioni, non solo nelle grandi aziende. Anche le PMI hanno scoperto i vantaggi di questo modello ispirato alle dottrine win-to-winriferite alla gestione delle Risorse umane. Ormai tutte le ricerche, studi e analisi convergono sul fatto che le aziende che introducono sistemi di welfare possono contare su dipendenti e collaboratori più soddisfatti, sereni e collaborativi, accrescendo il senso di appartenenza e il lavoro in team, con evidenti risultati su produttività e performance. Un’accurata analisi del “sistema-azienda” spesso infatti fa emergere che la soluzione per migliorare la redditività non sia solo quella di aprire nuovi mercati, lanciare nuovi prodotti o ridurre i costi del personale, ma quella di affiancare adeguate politiche di Welfare aziendale capaci di generare un plus-valore del Capitale umano.
 
 

Il Welfare aziendale in Italia

 
La spinta a queste politiche si è avuta anche grazie alle recenti novità fiscali (con le Leggi di Stabilità 2016 e 2017), che hanno reso via via più convenienti le adozioni di servizi di Welfare. Il cambio di rotta si è avuto con la Legge di Stabilità 2016 che ha consentito sgravi e incentivi sufficientemente significativi nel caso in cui tali soluzioni fossero introdotte in azienda tramite accordi sindacali. Ad esempio: l’aliquota agevolata al 10% per i premi di risultato fino a 2.000 euro e di 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, erogati ai dipendenti con reddito non superiore a 50mila euro. Poi con la Legge di Stabilità 2017 si è esteso il beneficio, alzando il tetto a 80mila euro (finendo per coinvolgere anche quadri e una parte di dirigenti) e alzando il tetto dei premi di risultati a 3.000 euro se ottenuti da accordi bilaterali.
Con l’ulteriore intervento del
Dl n.50 del 2017 alcuni sgravi sono stati ulteriormente ampliati, come l’esclusione totale della contribuzione fino a 800 euro dei premi di produzione.

 
Un forte impulso confermato dai dati del Ministero del Lavoro aggiornati a fine 2016: i contratti aziendali o territoriali erano 11.003 nel 2015 e solo il 17% conteneva misure di welfare aziendale, mentre a novembre 2016 sono diventati 15.078 tra cui ben il 65% recependo le nuove normative favorevoli in vigore dal 1 gennaio di quell’anno, con una tendenza al rialzo che è tutt’ora in corso nel 2017 dopo l’estensione di sgravi e incentivi: alla data del 16 ottobre scorso sono 26.357 i contratti aziendali e territoriali depositati, di cui 13.687 quelli ancora attivi, di questi 10.758 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 7.828 di redditività, 6.491 di qualità, mentre 1.830 prevedono un piano di partecipazione e 4.333 prevedono misure di welfare aziendale.

 

Win-Win: L’azienda risparmia, il dipendente guadagna

 
Inserire 100 euro netti in busta paga come inventivo o premio monetario costa normalmente all’azienda 210 euro, invece se quei 100 euro vengono erogati in servizi e prestazioni di Welfare (grazie appunto alle normative fiscali di favore) l’azienda non ha di fatto costi aggiuntivi e il lavoratore si ritrova una maggiore ed effettiva capacità di spesa. Non è tutto. Spesso i servizi e le prestazioni non sono facilmente ottenibili individualmente dal lavoratore, oppure lo sono a costi maggiori di quel che l’azienda riesce a spuntare con il fornitore o il gestore grazie a convenzioni su volumi significativi (pensiamo alle polizze sanitarie, agli asili nido o al settore della formazione), dunque queste politiche permettono di generare un valore percepito per il lavoratore che spesso è più alto rispetto al mero valore monetario, accrescendo ancor più il senso di riconoscenza e fiducia nei confronti dell’azienda.
 

Servizi e benefit: cosa scelgono i lavoratori

 
Tra i servizi e le prestazioni più utilizzate, secondo una ricerca di WelfareIndex2017, ci sono l’assistenza sanitaria integrativa attraverso iniziative come vaccinazioni antinfluenzali, check up in strutture esterne e convenzioni con strutture sanitarie (anche per parenti anziani o disabili), segue poi il tempo libero (attraverso l’iscrizione a corsi di formazione di interesse del lavoratore, le convenzioni con palestre, agenzie di viaggi, teatri, musei e cinema, etc), ma altrettanto diffuse sono le iniziative per la famiglia, tra cui l’asilo nido aziendale o convenzioni per asili e scuole, le borse di studio o il rimborso libri scolastici per i figli dei dipendenti, per passare ai servizi di consulenza e assistenza in materia giuridica, fiscale, medica e psicologica, senza dimenticare gli ormai classici buoni pasto(ormai diventati a pieno titolo “buoni spesa” essendo fruibili anche nella maggior parte dei supermercati, con esenzione fiscale e contributiva fino a 7 euro al giorno se utilizzati tramite card elettronica) e i buoni carburante”. 
 
Se l’adozione di sistemi di Welfare aziendale è sempre più esteso anche per impiegati, tecnici e quadri, è pur vero che tradizionalmente sono manager, dirigenti e rete vendita a usufruire di un più evoluto sistema di “Benefit&Incentive”Ebbene, anche in quest’area le convenienze per estendere servizi e prestazioni non mancano: i premi produzione e di risultato sono sempre più utilizzati e ora ricevono il beneficio fiscale nel caso in cui vengano erogati in servizi di Welfare anziché in denaro, mentre le classiche stock option (quote o azioni della società offerte ai dipendenti) dal 2016 sono addirittura totalmente esenti se frutto di premi di produttività interamente convertiti in Welfare. Così si è arrivati ad offrire ai manager, oltre che le tradizionali auto aziendali, smartphone-sim o tablet, finanche il cosiddetto servizio maggiordomo”, proposto da alcune importanti imprese per ricevere direttamente in azienda alcuni prodotti e servizi di utilità quotidiana (dalla lavanderia all’organizzazione di vacanze, fino all’acquisto di biglietti per eventi e spettacoli e al disbrigo di pratiche amministrative o piccoli pagamenti domestici).

 
L’intero settore del Welfare aziendale è in rapida crescita e ormai sono innumerevoli i players specializzati che offrono consulenza globale per la progettazione dei piani più adatti all’azienda e convenzioni già pronte con i maggiori fornitori-gestori dei vari servizi, dando anche la possibilità di accedere e scegliere i singoli servizi da piattaforme web ad hoc, come in un vero “supermarket”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-42481753-18
MENÙ