CHALLENGE SCHOOL: L’HUB DI INNOVAZIONE AL VEGAPARK

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martedì, 07 novembre 2017 230 Views 0 Comments
CHALLENGE SCHOOL: L’HUB DI INNOVAZIONE AL VEGAPARK

È una sfida importante quella che lancia Ca’ Foscari nel veneziano; una partita che si gioca sul suolo industriale di Porto Marghera e ha una posta non indifferente.

Si propone infatti come motore del rilancio economico del territorio, con lo scopo di riconciliare una volta per tutte le esigenze delle imprese e aziende del territorio con le competenze fornite dalla formazione universitaria.

Che ci fosse una certa distanza tra accademia e mercato del lavoro era argomento dibattuto da diversi anni, fin da prima della crisi.

Ma, lungi dall’arroccarsi sulle proprie posizioni, l’università di Venezia ha deciso già nel 2011 di iniziare una mediazione con il territorio, imboccando la via della formazione post lauream.

È nata così la Challenge school, una realtà ad oggi in continua e costante crescita che conta 800 iscritti all’anno, 35 master di primo e secondo livello ad alta specializzazione in 8 ambiti di attività, e rapporti con oltre 600 imprese.

In occasione dell’inaugurazione della nuova sede a Porto Marghera la Scuola di Ca’ Foscari ha aperto le porte al pubblico. E ha deciso di raccontare la propria mission attraverso le voci del Rettore, della Regione e dei propri partner più convinti, Confindustria e Camera di Commercio, contestualizzando la sua offerta formativa all’interno del piano strategico dell’ateneo.

Ateneo che compie l’anno prossimo “150 anni al servizio delle imprese” secondo le parole del Rettore Michele Bugliesi. E che per festeggiarli vuole contribuire alla rinascita del territorio.

Come? Puntando a fare di Venezia un “hub di innovazione”, sempre secondo le parole di Bugliesi, in grado di interagire con il territorio e le sue realtà imprenditoriali, e di rispondere al bisogno di internazionalizzazione e di riposizionamento nei mercati in questo momento di uscita dalla crisi.

Significativa la scelta di Porto Marghera, che festeggia il suo centenario quest’anno, come sede in Terraferma, così come lo è la decisione di insediarsi all’interno del polo Vega Park.

Vega Park – incubatore dell’innovazione e della digital transformation

Marghera è finalmente tornata, dopo anni di recessione e chiusure di stabilimenti, al centro di un ampio piano regionale di riqualificazione del territorio. Piano che da un lato ha come obiettivo, grazie a 25 milioni di fondi del MISE, quello di migliorare o creare da zero le infrastrutture e le vie di comunicazione, strumenti chiave per lo sviluppo delle industrie; dall’altro punta ad una massiccia riconversione dei processi gestionali e di produzione in linea con le più recenti tecnologie e normative a salvaguardia dell’ambiente.

Nell’area industriale di Marghera si trova il Vega Park, scelto come sede da 200 imprese e frequentato da 2000 persone al giorno. Nonostante il suo ruolo di incubatore di start-up, tra cui il fablab, il centro Vega non è ancora sfruttato al massimo del suo potenziale; ed è proprio riconoscendo questo enorme potenziale inespresso che l’università ha deciso di investire nel suo sviluppo, aprendosi alle imprese con la Challenge school.

“È un’idea del passato quella che esista una frattura tra università e mondo delle imprese” afferma il preside della Scuola Ugo Rigoni, insistendo sulla necessità di guardare alla realtà e al futuro da un’altra prospettiva; è anche per questo motivo che la sede dell’ateneo è stata messa in mezzo alle aziende, per creare un punto d’incontro fisico e concreto oltre che simbolico. Perché le “challenge” delle università vogliono essere proprio quelle che affrontano le imprese.

L’idea è quella di coniugare il rigore accademico della ricerca con la conoscenza operativa di processi e problemi che possono emergere solo dall’esperienza sul campo.

Non dunque una “alternanza” scuola-lavoro, ma una contiguità, una via diretta che porti dalle aule alle aziende: per garantire un futuro agli studenti e rispondere alle necessità delle industrie.

Le sfide della Challenge School

Per raggiungere questo obiettivo l’ateneo lavorerà sul placement, sul dialogo costante con le imprese del Vega e del territorio – e porterà con sé numerosi partner, a partire da Confindustria e Camera di commercio – per offrire una formazione post lauream e una formazione continua sempre specializzate e all’avanguardia, modellando i master della sua offerta formativa sulle nuove sfide dell’imprenditoria veneta.

I vantaggi che si attendono dai corsi riguardano soprattutto l’aumento dell’occupazione giovanile e l’impulso allo sviluppo e alla digitalizzazione delle imprese.

Ma non solo: un grande problema che la Challenge school intende affrontare riguarda l’allungamento della vita lavorativa. Perché l’incognita dell’occupazione riguarda sì i giovani, ma anche persone mature o anziane.

La società sta invecchiando, e lavorare più a lungo può sembrare una soluzione economica valida, ma è una via che pone anche una serie di interrogativi circa le modalità e le qualifiche di lavoro; se infatti l’età pensionabile verrà effettivamente spostata a 67 anni, come si potrà garantire che i lavoratori continuino a produrre valore? La risposta sta nella formazione, nell’aggiornamento costante che non può mancare in un mondo in continuo e rapido cambiamento.

Le sfide non mancano, ma l’università è pronta ad affrontarle a testa alta.

Scopri la Challenge School sul sito di Ca’ Foscari.

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